MORENA un PRIAN ristampato



Per quanto riguarda il periodo oscurantista che incombe sul Messico e su Veracruz.


Verrebbe da pensare che le vecchie pratiche di conservazione del potere di stampo prianista siano state superate e che MORENA eserciti una cultura critica, autonoma e obiettiva con i suoi militanti, e soprattutto con i suoi rappresentanti politici, che la vecchia piramide del potere di docilità, disciplina di parte, e omaggio al governante a loro volta erano cose di chi stava davanti, del passato, del modo di fare politica dei “prianisti conservatori, neoliberisti e di destra”, e che la nuova classe politica di MORENA, venendo dalla pratica di un'opposizione critica e rivoluzionaria, farebbe loro comprendere e praticare nuovi modi di fare politica basati sull'onestà, sul decoro e su una cultura critica, e soprattutto quando si identificano con ideologie di "sinistra", per cui si potrebbe pensare che la loro comportamenti e atteggiamenti sarebbero trasgressori, contestatori e ribelli e, fondamentalmente, critici, anche con i propri governanti e rappresentanti popolari.


Con questa idea si è cercato di vedere il movimento obradorista, salvarsi da quella cultura della simulazione e dell'inganno che tanto aveva arrecato al Messico, e che mai si immaginerebbe si sarebbe ripetuta, ma purtroppo esercitando il potere pubblico, come nel caso di Veracruz de Cuitláhuac García, ma potremmo anche dire che in tutti i casi il potere ha una dose alienante che fa ammalare le menti deboli, e che inconsapevolmente perverte le azioni degli esseri umani nelle loro responsabilità pubbliche, gli fa imporre un godimento malsano e un narcisismo puntellato che fa diventare gli uomini consumatori di lusinghe, omaggi e conferme dell'ego, che fanno loro perdere la realtà e isolarsi in una finzione che non corrisponde affatto a quanto accade nella vita quotidiana nella società.


Abbiamo visto come il governo di Veracruz di Cuitláhuac García, attraverso strutture parallele di mobilitazione burocratica (UNIDOS TODOS), abbia a lungo anticipato l'effervescenza elettorale della successione presidenziale e governativa, contraddicendo quanto il segretario di governo, Erick Cisneros Burgos, ha recentemente ha fatto notare, “che non era tempo di elezioni”, e che chi lo ha fatto, “è stato volgare”, dimenticando che già da tempo il suo capo Cuitlahuac García aveva scommesso il suo capitale politico su Sheinbaum per la presidenza e su Nalhe per la governo, dal momento che ha apertamente infangato lo stato di Veracruz con il suo hashtag #todossomossheinbaum, e ha anche fatto una campagna permanente per evidenziare i risultati nel suo ruolo di segretario all'energia di Rocío Nalhe, con cartelloni pubblicitari e altra propaganda colorata, cioè di quello Il governo di Cuitláhuac García si lamenta ora è esattamente quello che ha fatto, cioè è "volgare", nonostante ora lo vediamo io Indignati, si sono lanciati contro un avversario che non l'ha visto arrivare, il deputato Sergio Luna, e contro la decisione della Corte Suprema di Giustizia che ha bocciato la Legge Nalhe che ha aperto la strada all'aspirante venuto da altre parti a prendere il potere senza essere nato o lavorato per Veracruz.


Ostentando il controllo assoluto sulle menti cosiddette "libere" dei loro rappresentanti popolari del congresso locale, i deputati di Veracruz, di fronte alla battuta d'arresto della fallita legge Nalhe, ordinano un conclave per i loro deputati locali MORENA per pronunciarsi contro tale decisione della Corte Suprema di Giustizia del Messico, per questo è lecito porsi le seguenti domande: non sono tempi elettorali?devono essere imparziali così come i deputati?


Ma queste pratiche di controllo non sono scomparse, nemmeno dallo stesso gruppo di potere pubblico che viene dall'"opposizione ribelle", e tranne il presidente Obrador, tutti i gruppi Obradoristi e Morenisti esercitano il potere pubblico come facevano i Prianisti, ma ora con un Tinta ippocratica, perché da un lato esaltano una narrazione che "viviamo in altri tempi", che la politica che praticano è trasparente e democratica, e dall'altro esercitano il potere pubblico per preservarlo, con la stessa degradazione pratiche del passato che hanno arrecato così tanti danni al Messico e alla democrazia, usando il potere pubblico per impegnarsi in politica e finanziare MORENA, corrompendo i suoi ospiti per esercitare la disciplina partigiana nel miglior stile prianista e, peggio ancora, tradendo il Messico e il presidente Obrador nella loro lotta per consolidare la quarta trasformazione pacifica del Messico.


Gli scenari della lotta per il potere tra obradoristi sono definiti, i gruppi nazionali e statali fanno tutto il possibile, dimenticando che il nemico è qualcun altro, l'ignoranza, l'ambizione del "fottuto potere", e il peggio, facendo Da un lato, il progetto Paese che sostiene e combatte il presidente Obrador, che ora è solo, visto che tutti "scopano", come dice il vecchio e rivelatore detto popolare, "portando l'acqua per il suo mulino", prescindendo dagli interessi nazionali, e dalla sanguinosa lotta contro il conservatorismo apolide, che vede le schiere di obradoristi lottare per "l'osso presidenziale e quello statale", e la cosa spiacevole di questo è che ci fa vedere che "i modi in cui si fa politica sono gli stessi come prima, da quando il Messico ha optato per il modello liberale democratico illuminato, vivendo pochi momenti di democrazia, e ora affrontando "quel più dello stesso", un futuro incerto.


Il periodo post AMLO, senza il suo ruolo esemplare e senza la sua coerenza democratica, e senza che nessuno metta i panni del nostro Presidente Obrador, la competizione elettorale per la presidenza e il governatorato diventerà difficile, e non perché ci sia un'opposizione forte e coerente, ma perché il male si è affiancato all'Obradorismo, nei geni delle cavallette che hanno preso il potere dalle strutture moreniste, un PRIAN ristampato in MORENA è una realtà, e se il presidente Obrador e lo stesso governatore Cuitláhuac non fanno qualcosa per rettificare il percorso e chiamare per una riconciliazione tra i gruppi obradoristi in modo che diano priorità al progetto paese del 4° T. alle loro ambizioni di potere, è più probabile che i tempi oscurantisti incombono sul popolo messicano, rovinando l'agenda nazionale che dovrebbe essere la più importante del discorso politico e mediatico, della violenza, della povertà, dell'ingiustizia sociale, dell'emarginazione, ecc., sussunte dal vortice della lotta dal potere dal potere stesso.


Riposa in pace nostra certezza del futuro!

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